IL VIAGGIO - Note di regia

Il progetto
Il mio viaggio nasce, in un certo senso, molti anni fa, quando, giovane teatrante a Belfast, vidi per la prima volta il numero tatuato sul braccio della mia insegnante di danza: Helen Lewis. Fu un attimo e non capii subito, ma quando capii mi attanagliò.
Circa 20 anni dopo [...] il Preside Aido Fattori espresse il suo desiderio di veder realizzato uno spettacolo con tutti i ragazzi coinvolti nel prossimo viaggio ai campi di concentramento e di sterminio: [...] nel Gennaio 2007 cominiciò a delinearsi e a prendere forma l'esperienza.
Il Viaggio
si può, a ragione, definire un progetto epico su grande scala. Su grande scala per il numero di ragazzi coinvolti, ben 250 appartenenti a dieci classi terze, che hanno svolto un intenso lavoro di ricerca con i loro insegnanti, incluse la visione di film e la lettura di libiri inerenti l'Olocausto.
Lo scorso Novembre abbiamo compiuto il nostro viaggio, effettivo, vero: la visita ai campi di concentramento di Terezin ed Ebensee. Perché il viaggio si può leggere, si può guardare in un film, ma si deve anche vivere. Ed è a questo punto che il progetto lo si può dire epico: il loro viaggio diviene atto di coscienza, è impegno individuale e civile. [...]
Al ritorno i ragazzi non hanno più delle nozioni apprese da un libro, ma una memoria collettiva, una memoria di gruppo a cui attingere per raccontare vivendo. "Specchiarmi negli stessi specchi, toccare i letti in cui dormivano... mi ha spezzato il cuore", dice Giada.
A Dicembre sono cominciate le attività laboratoriali, in preparazione a queste due ultime settimane di lavoro intensivo, per dar vita alla produzione.

Lo spettacolo
Gli studenti quindi, ispirati dal loro viaggio, diventano performer, fanno Il Viaggio e con loro gli spettatori. Una performance epica, estremamente visiva, un montaggio cinematografico che orchestra masse di corpi in movimento, e con questi corpi si muove anche il pubblico.
Location dell'evento è l'ex borsettificio Enny, un luogo che con il suo ingresso, i cubicoli di vetro, le stanze che si susseguono, per sua natura già parla e richiama echi che lo trasformano in altro luogo, non Terezin in particolare, non quel campo di concentramento, ma uno che è metafora di tutti. Non chissà quale macchina prodigiosa ma, per dirla con le parle di Marco, un altro ragazzo coinvolto nel progetto: "Semplici strutture che hanno sterminato milioni e milioni di persone. Come hanno fatto?".
Inizia lo spettacolo: arriva un nuovo treno. I peformer, e con essi gli spettatori, hanno ancora la loro identità, i loro sentimenti, la loro memoria, il loro mondo, tutto in una valigia da cui non si vogliono staccare, per assaporare disperatamente gli ultimi cinque minuti vissuti da persona e che presto verranno loro strappati.
Prima stanza: via i documenti. Seconda stanza: via i vestiti. Terza stanza: lavati e rasati. Quarta stanza: l'uniforme. Non sono più nessuno, sono un numero. E poi più niente, solo le valigie, morte e svuotate, buttate lì, accastastate come i loro prorietari.
Un viaggio, questo, dall'identità al niente, dall'umanità al suo annientamento, prima ancora che alla morte.
Questa è la Memoria. Ma memoria vissuta. Memoria di un passato, sì, ma che avviene nel presente. La memoria è ora, e il passato, evocato, arriva. Sono questi ragazzi. Siamo noi, perché le parole di Alberto non siano profetiche: "Come possono essere accaduti, possono ripetersi, perché l'uomo è sempre peggiore."

La compagnia
Ideazione, disegno e regia: Firenza Guidi
Disegno e realizzazione costumi: Carl Davies e Claire Tucker
Luci: David Abra
Sound: Dylan Williams
Coordinamento scenografico: Jacopo Vitale
Laboratorio di sartoria: Lisa savini, Letizia Calabrò
Sarte: Bruna Pieragnoli, Luana Boldrini
Musica originale: Lisa savini (Piano), Gennaro Scarpato (Percussioni),
Dylan Williams (Voce/Tromba/Piano)
Video: Dan Brown, Al Livingston
Live camera: Emanuele Farnesi
Organizzazione: Laura Beconcini, Emanuela Gozzini
Immagine pubblicitaria: Fotografia: Renzo Belli / Grafica: Alessio Malucchi
Ufficio stampa: Giacomo Paoletti Uffucio Cultura Cerreto Guidi
Documentazione: Nicola Cioni, Boulevard Utopie.

Con la partecipazione di: Laura Bencini, Massimo Cioni, Martina Conti, Giulia Donati, Laura Moy, Lisa Savini, Gennaro Scarpato, Jacopo Vitale, Michelangelo Vitale, Joe Wild, Dylan Williams.

Ringraziamenti
Si ringraziano vivamente i proprietari dello stabile Ex-Enny nella persona di Ivo Nuti, i comuni di Cerreto Gudi e Vinci, la Regione Toscana e la Banca di Credito Cooperativo di Cambiano per avere reso possibile questo evento.